Rinoplastica aperta ovvero rinoplastica open

Un po' di storia della rinoplastica aperta

La rinoplastica open ovvero Rinoplastica aperta non è una tecnica nuova: già nel 1934 un chirurgo di Budapest di nome Rethi descrisse un intervento in cui modificava la punta del naso mediante un'incisione della cute attraverso la columella. Negli anni seguenti la tecnica venne perfezionata da chirurghi come Sercer e Padovan di Zagabria, ma è al chirurgo americano Jack Anderson più di ogni altro che si deve la sua diffusione e popolarità.
Negli anni 80 venne introdotto da Johnson e Toriumi il principio di open structure rhinoplasty secondo il quale nella rinoplastica aperta le modifiche alla forma esterna vengono effettuate garantendo il rispetto assoluto delle strutture portanti del naso. Queste anzi sono le prime, in caso di loro fragilità o assenza, ad essere ricostruite.
Un impulso alla diffusione in Italia della rinoplastica aperta è stato dato dai corsi diretti dal dr. Sebastiano Sciuto, autore dei contenuti scientifici di questo sito, che con cadenza biennale dirige "Naso & Dintorni", un corso di chirurgia estetica e funzionale del naso al quale hanno partecipato, dal 1993 ad oggi, centinaia di chirurghi italiani e stranieri.

In cosa consiste la rinoplastica aperta

La rinoplastica aperta viene effettuata attraverso una piccola incisione situata circa a metà della columella. Questa incisione, già di per sè visibile solo dal basso, diventa pressoché irriconoscibile a guarigione avvenuta.
Attraverso l'incisione columellare vengono esposte tutte le strutture nasali: le cartilagini alari, le cartilagini triangolari, la valvola nasale, il setto, il dorso osseo. Il chirurgo ha così modo di esaminare e valutare ogni anomalia di forma, ogni asimmetria o alterazione strutturale. Le varie componenti della struttura nasale possono essere così corrette con grande accuratezza. Eventuali innesti e suture possono essere collocati al giusto posto con estrema precisione. Secondo la filosofia chirurgica della open structure rhinoplasty oggi l'intervento di rinoplastica è molto più conservativo e rispettoso dell'anatomia nasale di quanto non fosse un tempo: la tendenza più attuale è quella di effettuare resezioni limitate e di mantenere integre le strutture di supporto del naso, mentre i cambiamenti della forma vengono ottenuti con l'impiego di innesti o di suture.

Via d’accesso nella rinoplastica aperta: il disegno, l’incisione, la sutura

 

 

 

 

 

 

La rinoplastica aperta lascia cicatrici?

La rinoplastica aperta viene effettuata, come si è detto, attraverso una piccolo taglio situato circa a metà della columella, che è quella specie di "pilastrino" che separa le due narici. Affinché non resti alcun segno si pratica un'incisione particolare a forma di W oppure di scalino. La sutura viene effettuata con fili sottilissimi e già dopo 2-3 settimane il segno è quasi impercettibile, per diventare praticamente invisibile a guarigione ultimata.

Evoluzione dell'incisione alla columella nel tempo
Pre-operatorio 3 mesi 8 mesi 1 anno

 

 

 

 

 

 

 

La rinoplastica aperta o la rinoplastica chiusa: qual è la tecnica migliore?

E' sbagliato ritenere che una tecnica sia migliore dell'altra: non esiste manovra o procedura chirurgica attuabile con la tecnica aperta che non lo sia anche con la tecnica chiusa e viceversa. Molto dipende dalla propensione del chirurgo: i sostenitori della tecnica aperta (trai quali chi scrive) ritengono che la visione diretta delle strutture nasali che con questa si ottiene determini un grande vantaggio in termini di precisione ed accuratezza.
Con la rinoplastica aperta la sistemazione di innesti, talora necessari anche in caso di rinoplastica primaria, è più agevole. In caso poi di rinoplastica secondaria la tecnica open, sempre a parere di chi scrive, diventa quasi indispensabile, poiché il chirurgo, attraverso la visione diretta delle strutture nasali, può rendersi conto del difetto in maniera innegabilmente più evidente e di conseguenza la correzione può essere più esatta.